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SCORPORO DELLA CITTÀ DELLA SALUTE: UN'OPERAZIONE POLITICAMENTE RISCHIOSA E FINANZIARIAMENTE OPACA
La DGR n. 20-1709 proponeva la separazione giuridica del Sant'Anna e del Regina Margherita dalla Città della Salute di Torino, con la creazione di una nuova A.O. OIRM–Sant'Anna. L'intervento, presentato dalla Giunta Cirio come razionalizzazione del sistema sanitario piemontese, sollevava cinque ordini di problemi: la mancata quantificazione preventiva dei debiti pregressi in violazione dell'art. 6, l. 724/1994; i rischi clinici per le pazienti ostetriche derivanti dalla rottura del polo integrato; i costi aggiuntivi generati dalla tariffazione interna dei consulti pediatrici e dalla duplicazione amministrativa; il rallentamento del Parco della Salute in un contesto di emergenza strutturale delle Molinette; la contraddizione con la logica centralizzatrice di Azienda Zero. Il Gruppo PD chiedeva che l'approvazione fosse subordinata alla presentazione di un piano attuativo completo corredato da analisi economico-finanziaria. La delibera fu approvata a maggioranza il 4 dicembre 2025, con 30 voti favorevoli e 16 contrari. Dal 1° gennaio 2026 il Sant'Anna è confluito nella nuova azienda ospedaliera insieme al Regina Margherita.
LA SANITÀ PIEMONTESE
Pur riconoscendo le sfide che la sanità piemontese affronta, come le liste d’attesa e la carenza di personale, desidero sottolineare con forza i suoi numerosi virtuosismi e la straordinaria dedizione di tutti gli operatori sanitari. Sono orgoglioso delle nostre eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale, come le Molinette, 165° ospedale al mondo secondo Newsweek 2024, e il Santa Croce e Carle di Cuneo, tra i primi cinque in Italia per Agenas 2024. Vedo nel Parco della Salute un'opportunità cruciale per il futuro e sento la responsabilità di sostenere questo sistema, fatto di persone e innovazione, con risorse adeguate e investimenti mirati.
POSTI LETTO
Con questo comunicato ho voluto affrontare con voi il tema dei posti letto ospedalieri, sottolineando come il semplice aumento numerico non basti a migliorare la sanità. Un letto, infatti, per essere realmente operativo, necessita di personale sufficiente e di diagnostica tempestiva, elementi oggi critici come dimostrano le lunghe liste d'attesa in Piemonte, anche nel polo della Città della Salute. Per questo, sostengo con convinzione l'importanza del Parco della Salute di Torino: non si tratta di aggiungere letti, ma di renderli più efficienti, concentrando e integrando le cure in una struttura moderna. È una svolta organizzativa cruciale per garantire a tutti i piemontesi cure più rapide, uniformi e di qualità.
DISCORSO PER LICEO D'AZEGLIO
Il trapianto è forse l'atto medico più umano che esista. Non cura una
malattia: crea un legame tra due persone.
FINE VITA - LUSERNA SAN GIOVANNI
La nostra professione si muove su un crinale sottile: da un lato il dovere di curare con tutte le nostre capacità, dall'altro il dovere di rispettare la dignità e il naturale cammino della vita di una persona. Trovare questo equilibrio è la sfida più alta e complessa che un professionista della sanità possa affrontare.
In questo intervento parlo di proporzionalità delle cure, di cure palliative come diritto ancora troppo spesso negato, e di autodeterminazione: l'unico a poter giudicare la propria sofferenza è chi la vive. Parlo anche del ruolo del medico nel suicidio assistito — un ruolo che non è esecuzione, ma ascolto, verifica, presenza umana.
La mano del medico prepara il farmaco, ma l'ultimo gesto appartiene solo alla persona. In quegli istanti il ruolo del medico non è più clinico: è pura umanità. Essere lì, in silenzio, a tenere una mano. Questo, alla fine, non è l'opposto del curare. È il suo atto più difficile e più profondo.
CASE COMUNITÀ
Data l'urgenza di maggio 2025 e il rischio gravissimo che il Piemonte perda i fondi PNRR per le Case di Comunità a causa di ritardi inaccettabili, presento la mia proposta per un cambio di rotta deciso nella sanità regionale. La mia visione si articola su due fronti: un'assistenza territoriale realmente potenziata, con Case di Comunità finalmente operative ed efficienti, e una rete ospedaliera riorganizzata, che superi i piccoli presidi non sicuri per concentrare le specializzazioni per acuti. Voglio sia chiaro che l'obiettivo è "riorganizzare per curare meglio", e per questo sollecito scelte politiche coraggiose per agire subito, utilizzando ogni risorsa PNRR prima che sia definitivamente troppo tardi.
LE LISTE DI ATTESA
Affronto qui il tema cruciale delle liste d'attesa nel nostro sistema sanitario piemontese, una problematica che persiste nonostante l'impegno del personale e i vari piani annunciati, con centinaia di migliaia di prestazioni ancora da recuperare rispetto al pre-pandemia. Ho evidenziato come le cause siano complesse e sistemiche – dall'appropriatezza prescrittiva alla carenza di servizi territoriali efficaci, come le Case della Comunità la cui piena operatività tarda, e l'inefficienza del CUP, che contribuiscono al sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Ritengo quindi indispensabile un approccio integrato che includa investimenti concreti sul personale e sulle strutture, la rapida attivazione delle Case della Comunità, un sistema CUP efficiente e un nuovo Piano Sanitario Regionale per passare finalmente dalle parole ai fatti.
LO STATO DELLA NOSTRA SANITÀ
Con questo intervento ho voluto stimolare una riflessione sincera sullo stato attuale della nostra sanità, con un focus particolare sul Piemonte, riaffermando il valore del Servizio Sanitario Nazionale e dei suoi principi fondanti di universalità ed equità. Ho evidenziato come, nonostante le sue radici solide e alcuni successi, il sistema mostri segni di affaticamento, minato da sottofinanziamento cronico, lunghe liste d'attesa, carenza di personale e difficoltà di accesso alle cure – con un allarmante 11,2% di piemontesi costretti a rinunciare. Ho perciò sottolineato l'urgenza di un rinnovato impegno politico, con investimenti mirati, una programmazione strategica e scelte coraggiose per rafforzare la sanità pubblica, garantendo il diritto alla salute come un bene fondamentale per tutti.
LA STORIA DEL TRAPIANTO DI FEGATO IN PIEMONTE
Quando racconto questa storia, parto sempre da un posto inaspettato: Hanoi, 1983. Un chirurgo vietnamita che operava in un ospedale senza risorse mi disse, prima che ripartissi: «Tu torni in Europa e lo fai per noi.» Non era una richiesta. Era un passaggio di testimone. Sono tornato con una missione.
Quella missione si chiamava trapianto di fegato. Il 10 ottobre 1990, alle Molinette di Torino, abbiamo operato Baldassarre Pollarà: 44 anni, due figli, il fegato che non reggeva più. Dodici anni dopo, il millesimo trapianto del nostro Centro sarebbe andato a suo fratello. Come se la storia avesse voluto chiudere un cerchio.
Da quella notte del 1990 a oggi: oltre 4.000 trapianti, primo centro dell'Unione Europea, pazienti arrivati da 29 paesi del mondo. Ma il numero che mi commuove di più non è quello. È il sì che qualcuno ha detto, in un momento di dolore, pensando a uno sconosciuto. Senza quel sì, niente di tutto questo sarebbe esistito.
GLI OSPEDALI PUBBLICI NON BASTANO PIÙ? VERO, INTANTO COMINCIAMO A COSTRUIRNE DI NUOVI
La Regione istituisca cabine di regia su ogni progetto: dal nuovo Maria Vittoria all’AslTO5 al futuro ospedale di Ivrea
PARCO SALUTE: ORA SI PROCEDA CELERMENTE A BONIFICARE L’AREA
“Bene la permuta tra l’area che ospiterà il PSRI ed il Museo regionale di Scienze Naturali”
SANITÀ: SI FACCIA CHIAREZZA SUL NUOVO OSPEDALE DELL’ASLTO5
“Riaprire il dibattito sulla localizzazione vuol dire perdere altro tempo. Piuttosto, si definisca il futuro degli attuali tre ospedali, alla luce delle risorse del PNRR”
ABORTO: MANIFESTI OFFENSIVI CONTRO LE DONNE SEGNALE DEL CLIMA ALIMENTATO DALLA DESTRA
Sul bando che vuole aprire le porte dei consultori alle associazioni pro-Life chiederò un’informativa in Commissione Sanità
VACCINAZIONI, ANCORA TROPPI RITARDI SUGLI OVER 80.
«Cirio e Icardi devono dare una rapida risposta alle criticità sui vaccini ai più fragili, Siamo consapevoli delle difficoltà organizzative e logistiche delle vaccinazioni a domicilio, ma non è più tempo di annunci, bensì di soluzioni»
OSPEDALE ASLTO5:
FARE CHIAREZZA, FARE IN FRETTA
FARE CHIAREZZA, FARE IN FRETTA
Non possiamo più perdere tempo: la Regione dica se vuole il nuovo ospedale, dove lo vuole, e da chi vuol farlo costruire.
ELEZIONI AMMINISTRATIVE A TORINO:
PREFERISCO FARMI DA PARTE
Il mio profilo (umano, professionale e di passione civile), che viene visto da molte persone come un fattore di rinnovamento per la politica e per le sorti del nostro territorio, è stato ritenuto da alcune forze politiche (in particolare dentro il PD) come l’elemento di debolezza di una candidatura che non sarebbe adeguata a governare una città complessa. Per cui, di fronte a queste riserve, in assenza di un ampio accordo sul mio nome, non intendo essere di intralcio e preferisco farmi da parte.
VACCINI: COINVOLGERE MEDICI E INFERMIERI OVER 70
Con medici e infermieri impegnati a fronteggiare il Covid19, mancano i vaccinatori. La Regione valuti il coinvolgimento del personale in congedo, se vaccinato. Pronto a rendermi disponibile.
TENERE IL VIRUS FUORI DAI DEA DI II LIVELLO E SALVAGUARDARE L’ATTIVITÀ MEDICA E CHIRURGICA SALVAVITA
Terapie mediche e chirurgiche di alta complessità non possono essere sospese o rallentate: servono appositi Covid Hospital.
PARCO SALUTE: BENE ISTITUZIONE CABINA DI REGIA
L’istituzione della cabina di monitoraggio annunciata dalla Regione Piemonte è una buona notizia, che va nella direzione che ho sempre auspicato, ovvero la necessità di non perdere ulteriore tempo.
PARCO SALUTE. SALIZZONI: “BENE ISTITUZIONE CABINA DI REGIA”
Il vice Presidente del Consiglio regionale: “Fondamentale garantire rispetto del cronoprogramma.”
“L’istituzione dalla cabina di monitoraggio annunciata dalla Regione Piemonte è una buona notizia, che va nella direzione che ho personalmente sempre auspicato, ovvero la necessità di non perdere ulteriore tempo per dotare Torino e il Piemonte di un’infrastruttura sanitaria all’avanguardia”: così il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro SALIZZONI commenta l’istituzione della cabina di monitoraggio del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino (PSRI). “È fondamentale garantire il rispetto del cronoprogramma, procedere con le bonifiche dell’area ex Fiat Avio e portare a termine il dialogo competitivo. Non stiamo parlando semplicemente di rifare altrove le Molinette ma di realizzare un polo che oltre alla cura farà ricerca e innovazione, un’opera che cambierà il volto urbanistico dell’intera area Sud della città, e che ci consentirà di ridisegnare la rete sanitaria ospedaliera e territoriale”.
OSPEDALE ASLTO5: RISCHIAMO DI PERDERE TEMPO E DI METTERE IN FORSE IL NUOVO OSPEDALE
Fare certezza sui rischi idrogeologici ma il documento con cui si chiede un nuovo studio sul sito è solo una manovra dilatoria.
“Riaprire la discussione sulla localizzazione del nuovo ospedale unico dell’AslTO5 significa perdere ulteriore tempo, ripartire dalla casella iniziale, e, quindi, mettere in forse questa infrastruttura. Ma quanto fatto e deciso negli ultimi cinque anni era tutto uno scherzo? Strutture obsolete come quelle di Moncalieri e di Chieri quanto possono ancora reggere? La sanità piemontese ha bisogno di ospedali moderni, efficienti, sicuri e dotati di attrezzature di ultima generazione”: così il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro SALIZZONI commentando l’approvazione da parte dell’Aula dell’Ordine del giorno relativo al nuovo ospedale dell’AslTO5.
“L’area Vadò era stata individuata alla fine di un faticoso confronto con le amministrazioni locali, ed era stata scelta soprattutto guardando la logistica - ricorda Mauro SALIZZONI nel suo intervento durante il dibattito consiliare - Un precedente studio aveva già escluso il rischio alluvionale. Visto che permangono dubbi in proposito, si è ritenuto di procedere ad un’ulteriore perizia. Tutti concordiamo sul fatto che si debbano avere certezze in tal senso ma un conto è procedere ad una nuova perizia, altro è chiedere di riaggiornare lo studio sul nuovo ospedale della TO5, la cui sede non può certo essere condizionata dal colore politico di questa o quella amministrazione”.
“La scelta del sito dove realizzare il nuovo ospedale deve corrispondere a precisi criteri, deve essere un ospedale comodo da raggiungere e deve essere baricentrico-aggiunge ancora Mauro SALIZZONI-Ma la baricentricità non è da intendersi come un’astratta distanza tra punti geometrici, bensì occorre tenere conto della distribuzione della popolazione nell’area dell’Asl, ovvero la densità abitativa. Più di un terzo degli abitanti sono concentrati a Moncalieri e Nichelino. Il rischio è molti cittadini finirebbero con il far riferimento al futuro Parco della Salute, che, quindi, potrebbe risultare sottodimensionato in termini di posti letto”.
Mauro SALIZZONI – vice Presidente Consiglio regionale del Piemonte
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